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Noël. NouNou. 18 anni. maschio. vegetariano. capelli neri. occhi castano-rossi. scorpione. 1,75 m x 50 kg. parigino. fidanzato.

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DAVID. la cioccolata. i dolci. la musica. i libri. la panna. Notredame. la Francia. me stesso. dormire. i preservativi alla fragola. la manipolazione fotografica. le coccole. il rinascimento italiano. l'art nouveau.

Je n'aime pas

svegliarmi presto. stare in casa da solo. le faccende domestiche. chi non dimentica il passato. gli ospedali. la carne. espressionisti. astrattisti. futuristi.

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Credits

Per la prima grafica del sito volevo qualcosa di elegante ma semplice. I credit per l'immagine vanno a Dmitry Savinoff mentre la base per il layout è opera di Misako93, io mi sono limitato a costruire sopra la sua opera.
Il testo utilizzato è una parte del ritornello di Dream On dei Depeche Mode (canzone che potete ascoltare nella mia playlist). I brushes appartengono ai loro autori.

Visita ora il sito della
Paranormal Parisienne!



martedì, 02 dicembre 2008

Tristesse

In: david, moi

Quello appena passato è stato un weekend d'inferno.

David era teso da sabato e io non capivo che cos'avesse.
Siamo stati in giro a fare le solite cose: centro commerciale, cinema, ristorante take away che dobbiamo risparmiare... però lui non c'era con la testa. Lo sguardo e il cervello costantemente rivolti a qualcosa che non ero io.

Una volta a casa, l'ho visto lanciare occhiate strane alla Reflex e scrollare le spalle, per poi lasciarla lì sulla mensola. Vedere David senza quella macchina fotografica in mano per quattro giorni di fila ha del miracoloso, vi assicuro. Inquietantemente miracoloso, però.
Il fatto che non abbia voglia di usarla può voler dire soltanto che è successo qualcosa di brutto. E le telefonate in tedesco, brevissime e secche, non facevano che confermarlo.

Poi, alla fine, stamattina è arrivata l'ultima telefonata che è durata soltanto qualche secondo. E lui è scoppiato a piangere.

Persino in quel momento, quando ho provato a chiedergli che cosa stesse succedendo, mi sono sentito rispondere un "Va tutto bene", accompagnato da un sorriso triste. E ho pensato a quanto sia incredibile che questa frase possa essere la risposta più dolce o quella più irritante del mondo, a seconda delle situazioni.

Se sono io quello che sta male, voglio soltanto che lui mi sorrida e mi dica che va tutto bene. Niente è più utile di un va tutto bene di David. Mi rassicura. Io ci credo.

Ma se è lui a stare male, porca puttana, non va affatto tutto bene. E non mi piace che mi nasconda le cose. Mi sono arrabbiato, ho urlato, e alla fine ha sputato il rospo. E' morto un suo amico, un fotografo che era andato in Italia a fotografare il Vesuvio. Si conoscevano da un po', ha detto. Avevano lavorato insieme.
Ho cercato di consolarlo come meglio ho potuto, finché non è crollato distrutto e si è addormentato sul divano.

Detesto quando David sta male: non so mai come comportarmi. Io non sono capace di consolare una persona che soffre, o di starle accanto. Di solito sono io quello che ha bisogno di attenzioni. Lui lo sa, ed è per questo che tende a non raccontarmi mai niente, per evitarmi di dover fare qualunque cosa. Io però m'incazzo lo stesso, perché non esiste che se io e lui stiamo insieme, non mi renda partecipe delle cose che per lui sono importanti, nel bene o nel male.

Il fatto che io non sia portato - o forse abituato - a sostenere qualcuno, non significa che non voglia provarci o che non ne senta il dovere. Ogni volta che evita di raccontarmi qualcosa che lo fa soffrire, io mi sento tagliato fuori, come se non mi considerasse degno di un'informazione simile. E lo so che questo non è vero, ma è un meccanismo automatico il mio e non posso farci niente.

E queste erano solo frustrazioni random, mi rendo conto.
Non mi capita spesso di scrivere post emo ma ogni tanto succede. Soprattutto quando qualcosa mi preoccupa davvero.

Nou Nou ha scritto alle 13:12
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giovedì, 20 novembre 2008

Anche People mi dà ragione.

In: jackman

E poi provate a dire che non ho buon gusto.

Nou Nou ha scritto alle 18:44
commenti (4)

mercoledì, 12 novembre 2008

mon anniversaire

In: david, moi

Innanzi tutto, grazie per gli auguri che mi sono arrivati per vie traverse. Siete stati tutti quanti amorevoli. Poi, so per certo che almeno cinque persone sono estremamente curiose di sapere com'è andata - le informazioni viaggiano in fretta dalle mie parti - e qualcosa vi dirò, ma so già che quello che leggerete in questo post non sarà sufficiente (pervertite!). Mi dispiace, ragazze, ma il resoconto dettagliato è destinato ad altra sede.

Dunque, ieri mattina io mi sveglio col chiaro intento di farmi saltare addosso ma lui non si fa trovare in casa. Capite? Io mi sveglio, trovo la colazione in cucina, ma non lui. Latte, caffè, brioche, marmellata, frutta... e niente David. Mi lascia un biglietto con su scritto Devo uscire, ci vediamo a cena. Buon compleanno, amore!
Se non archiviassi con cura maniacale nel diario ogni pezzettino di carta su cui gli capita di lasciarmi scritto qualcosa, vi giuro che avrei bruciato quel messaggio. Ad ogni modo, ho praticamente passato la giornata a ciondolare per casa, cercando di non spaccare ogni oggetto che mi passasse sotto mano. Ero arrabbiatissimo, anche perchè non si è mai fatto trovare al cellulare: roba che sembrava fosse sparito dal pianeta.

Invece, pare che David preparasse la cosa già da settimane (forse perfino da mesi) perchè è stato  tutto semplicemente perfetto. Alle cinque del pomeriggio mi chiama e mi dice di prepararmi - e lì già è un amore perchè si ricorda che mi ci vogliono almeno due ore per fare le cose per bene - quindi alle sette passa a prendermi.

Prima andiamo a cena fuori: minuscolo ristorante in centro, lume di candela, passeggiata lungo la Senna. David mi regala una cosa bellissima (a parte quello!): un braccialetto in oro bianco, finissimo con incisa la data in cui sono arrivato in casa sua e non quella in cui ci siamo messi insieme che, se ci pensate, è una roba bellissima perchè significa che è come se tutto fosse iniziato il giorno in cui ho messo piede in casa sua. Un po' come dire, che è stato amore a prima vista, ecco.

Pensate che inizialmente voleva regalarmi un paio di gemelli (non veri! Siete seriamente malate!), ma poi si è reso conto che non avrei saputo dove metterli. Io non porto camicie. E poi i gemelli facevano così tanto manga yaoi old style...

Dopo la cena, e il bracciale, e la passeggiata e un bacio lunghissimo al chiaro di luna, torniamo a casa. Dunque, ho detto niente dettagli: intanto vi basti sapere che da mezzanotte del 11 novembre, io esco dal letto per scrivervi soltanto adesso. Ho passato quasi ventiquattro ore sotto le coperte senza mai uscirne.

Mi ero fatto un sacco di film sul momento esatto, ma è stato tutto completamente diverso. Diverso in meglio, per inciso. David è l'uomo più dolce del mondo; non saprei nemmeno dirvi quanto e come lo è stato. Ogni singolo istante è stato magnifico, anche quelli un po' più... scomodi, diciamo.
David si è preoccupato talmente tanto, a volte, che per qualche istante ho avuto paura che cambiasse idea (e lo avrei ammazzato, in caso, giuro!).

Mi ha guardato negli occhi per tutto il tempo; è stata la cosa, tipo più bella che mi sia capitata e la prima cosa che ho pensato dopo è stato perchè cazzo abbia aspettato tanto? Quell'uomo è ... surreale.

Ad ogni modo, una volta presa la mano, non l'ho più mollato. Avremo dormito si e no quattro ore, più qualche pisolino di tanto in tanto. Dovevo rifarmi di due anni passati a implorarlo di consumare, a distendermi su ogni superficie disponibile e a vederlo passare oltre come se niente fosse. Mi sono rifatto, credetemi. Ora ho pareggiato i conti e posso felicemente iniziare a saltargli addosso per il gusto di farlo e non perchè avanzavo da lui ore di sesso arretrate.

Oh, e abbiamo mangiato le fragole a letto! Con la panna e tutto! <3
Era una vita che sognavo di farlo...

Nou Nou ha scritto alle 17:45
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sabato, 01 novembre 2008

C'est une injustice.

In: david, moi

Se date un'occhiata qui, qui e anche qui, scoprirete che sto palesemente vivendo una situazione drammatica. Riassumendo il contenuto degli articoli: Lui, 40 anni, insegnante di francese in un liceo di Guingamp (Bretagna). Lei, 14 anni all'inizio della storia, è una sua allieva. I due hanno una relazione platonica per un anno, poi quando lei compie 15 anni, i due hanno il primo rapporto sessuale. Lui viene denunciato, ma i giudici lo rilasciano perchè lei si dichiara consenziente e innamorata.

Legalmente, la maturità sessuale in Francia è fissata a 15 anni. In Germania, a quanto mi è parso di capire (dopo un'estenuante ricerca su Google che continuava a darmi risultati sulla maturità sessuale di tutti gli animali tedeschi >.>) è fissata addirittura più in basso, a 14.
Questo fa di me un ragazzo molto sfortunato, e di David un paranoico senza perdono.

Quando ci ho provato con lui la prima volta, avevo 15 anni.
E l'ho terrorizzato, credo. Ha passato mesi a farmi il terzo grado, interrogandomi per capire quali segnali sbagliati mi avesse inviato e altre assurdità simili. Ovviamente lui non aveva colpa di niente, di segnali manco l'ombra. Io gli sono saltato addosso tentando la fortuna, perchè se avessi dovuto aspettare di vedere in lui qualche vago segno di apprezzamento fisico/sessuale potevo aspettare in eterno.
Ci ho riprovato l'anno dopo e l'ho convinto che potevo ben giudicare cosa stessi provando e che non era un'infatuazione passeggera. Perchè tutti sono convinti che gli adolescenti siano una massa di capre imbecilli, incapaci di scegliere qualunque cosa?
Adesso - ormai quasi due anni dopo - David continua a scuotere la testa quando gli propongo di andare oltre (quando già stiamo andando oltre, per altro). E tutto perchè? Perchè vuole che io sia convinto. Ora dico, amore mio, sarò convinto se dopo due anni di ingiusta astinenza forzata - ingiusta perchè non me lo merito, ed ingiusta perchè sei così atrocemente bello che non scoparti dovrebbe essere illegale - sono ancora qui ad aspettare che sia tu e tu soltanto!

Ad ogni modo, tutta questa sofferenza sta per finire.
Tra 10 giorni è il mio compleanno.

Nou Nou ha scritto alle 16:59
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giovedì, 16 ottobre 2008

VanHelsing vs Napoleone

In: david, moi , jackman

Come ho già avuto modo di spiegarvi, ultimamente le mie giornate si possono riassumere tutte praticamente con una sola parola: studio.
Ieri, in particolare, ho dovuto studiare storia. La cosa di per sé sarebbe già abbastanza drammatica ma, ovviamente, le tragedie non giungono mai sole e alla materia pallosa si è aggiunto l'argomento insopportabile, ovvero: Napoleone.
Ditemi pure che sono poco patriottico ma ho sempre odiato in maniera indicibile quel nano borioso.
Ad ogni modo, per questo motivo, ieri ho avuto una giornata orrenda. Distrutto nell'animo e nello spirito, la sera avevo deciso di distrarmi con qualcosa che mi permettesse di staccare completamente il cervello, di divertirmi e di curare il mio povero senso estetico provato da ore dedicate alla visione di foto di un nano da giardino ingrugnito.
In poche parole, avevo noleggiato il DVD di Van Helsing. Il fatto che il protagonista forse Huge Jackman era puramente casuale (certo!).
Probabilmente, però, in una mia incarnazione precedente, devo essere stato un serial killer ed ora sto scontando le mie pene, perchè no, non mi è concessa neppure una serata di sano cazzeggio, visto che mi ritrovo in casa un trentenne con cinque anni mentali che si deve mettere a fare il geloso davanti ad un personaggio di cellulosa.
In conclusione, ieri ho passato la mia serata di svago su un divano a sentire sproloqui su buchi di trama ed eventi irrealistici. Un agente del paranormale che parla di eventi irrealistici. Ma vi rendete conto contro cosa mi tocca combattere ogni giorno?

Nou Nou ha scritto alle 17:38
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mercoledì, 01 ottobre 2008

Paranormal Parisienne II

In: par par

Fra una cosa e un'altra (leggasi: fra il farmi studiare 18 ore al giorno e farmi ripassare per quelle restanti) David ha pensato bene di incaricarmi anche di questo. Come se non avessi già abbastanza da fare.
Comunque sia: adesso anche la Paranormal Parisienne ha un suo (bellissimo, per inciso, perché io sono un Dio della web grafica) sito internet.
E lo trovate qui:

 
http://parpar.altervista.org


Nou Nou ha scritto alle 21:36
commenti (3)

lunedì, 22 settembre 2008

Trinken Sie, Trinken Sie.

In: germania, david

Forse voi non ne siete al corrente, ma il 20 settembre è iniziato l'Oktoberfest, gigantesca festa popolare che si tiene a Monaco di Baviera, Germania. Ogni anno che Dio manda in Terra.

Per ben quindici giorni.

Io ci sono stato una volta sola, l'anno scorso, e ne ho un ricordo molto vago e poco allettante di quintali di carne - che, vi ricordo, io non mangio - e boccali di birra tanto pesanti da spezzarmi i polsi; ma per David tutto ciò è quasi un ritorno alle origini. Un recupero del liquido amniotico nel grembo materno.

Per questo sono due giorni che sta raggomitolato sul divano del salotto e piagnucola perchè non ci può andare. Dal momento che è stato in Germania il mese scorso, sarebbe quantomeno dispendioso che ci tornasse anche adesso, e solo per bersi quintali di birra. Inoltre, io non sono molto d'accordo che lui partecipi a questo gran festone di paese perchè l'anno scorso l'ho perso di vista dieci minuti e l'ho trovato con le mani nell'enorme reggiseno di una donna che pesava dieci volte più di lui.

Il fatto che lui sia tremendamente gay e che quella fosse una donna può darvi un'idea di quanto gli faccia male, in realtà, la birra bavarese. Soprattutto bevuta senza mangiare un accidenti.

Ad ogni modo, dal momento che il mio uomo è tedesco, mi sono sentito quasi in dovere di informarmi su ciò che riguarda la sua cultura, per quanto rozza, e gozzovigliante essa sia.
Santa Madre Wikipedia mi informa che il primo Oktoberfest si è tenuto nel 1810, in occasione del matrimonio del principe Ludwig I di Baviera e della principessa Teresa di Sassonia-Hildburghausen. La cosa è piaciuta tanto che non hanno trovato niente di meglio da fare che ripeterla ogni anno fino ai giorni nostri.

L'apertura prevede che il sindaco di Monaco inserisca a colpi di martello (Oh! La forza bruta!) il rubinetto nella botte inaugurale e pronunci un qualcosa in dialetto bavarese che mi viene difficile riprodurre anche per iscritto.

Cibi tradizionali in questa grande e allegra occasione sono le salsicce, il pollo, quintali di crauti e altre delicatezze come il Bue Arrosto (che simpatia, eh?).

Adesso vi lascio perché David sta di nuovo mugolando e guarda fuori dalla finestra con lo sguardo triste del beagle abbandonato sull'autostrada.

Nou Nou ha scritto alle 15:57
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venerdì, 19 settembre 2008

DisneyLand Paris

In: viaggi, david, moi

Sono tornato.

Non era mia intenzione sparire per venti giorni senza lasciarvi nemmeno due righe di avvertimento, ma una serie di eventi più o meno importanti e un viaggio improvviso mi hanno costretto a darmi alla macchia. Comunque non sono morto, anzi sono appena tornato da uno strepitoso viaggio in compagnia di David.

Lui doveva fare un servizio fotografico su Château Thierry per una guida turistica e io l'ho amabilmente convinto a portarmi a Dinseyland Paris durante il viaggio di ritorno :D  
In realtà non mi ci è voluto poi molto: è bastato ricordargli la mia triste infanzia di povero orfano abbandonato, il cui unico momento di svago erano i vecchi giardinetti spogli dietro l'orfanotrofio, di come quando ero piccolo guardassi ogni sera la Luna pregando lo spirito della mamma mai conosciuta affinché esaudisse il mio desiderio di essere portato a Disneyland.

Non ho mentito.

Ho solo omesso qualche minuscolo dettaglio, tipo che il mio desiderio veniva ciclicamente esaudito ogni anno.
Quale miglior manovra pubblicitaria per Disneyland che non invitare un gruppo di orfanelli a visitare gratuitamente il parco per una settimana da favola? E così, ogni anno che Dio mandava in terra, durante l'ultima settimana di maggio (all'inaugurazione della stagione estiva, guarda un po'!) ci caricavano sul pulmino d'ordinanza e partivamo in pompa magna alla volta del parco dei sogni. Le foto per il depliant dell'anno dopo non mancavano mai, ovvio. Bisognava far vedere in giro che il signor Walt faceva felici i bambini senza una casa, una mamma e un papà.

Di vero c'era che non ci andavo da almeno tre anni e un po' mi mancava. Quel posto ha un certo fascino, ed io sono un animo sensibile. E poi, non potevo non sfruttare un'occasione del genere; nonostante la paura di avventurarmi in mezzo alla folla. E' andata bene comunque, ho tenuto tutto abbastanza sotto controllo. Due soli momenti di panico registrati, ma niente di grave.

David all'inizio ha arricciato il naso, poi ha acconsentito mosso dalla pietà e, alla fine, si è divertito più di me.
L'unica cosa davvero fastidiosa è che, dal momento che l'ho trascinato in lungo e in largo su qualsiasi giostra fosse anche vagamente interessante, ho dovuto concedergli la scelta del ristorante. E tutto perché lui sentiva nostalgia di casa. Quindi siamo andati al King Ludwig's Castle che, per chi non lo sapesse, serve specialità bavaresi. Ora, devo forse specificare che il mio adorato teutonico è originario di una nazione in cui probabilmente anche i bambini vengono svezzati con la carne al sangue? Provate ad immaginare: io, lui e un gigantesco vasso io di salsicce (odio!). Due vegetariani allo sbando.

E' finita con lui con gli occhi lucidi alla vista di un mucchietto di crauti. Io con gli occhi lucidi per il mio stomaco dolorosamente vuoto.  Fortunatamente, mi sono rifatto con una tripla porzione di strudel (amore!) >.<
Anche a David è piaciuto molto e mentre lo mangiava sorrideva estatico come un bambino di tre anni, il che è strano, ve lo assicuro, perché di solito quando mangiamo der Apfelstrudel  (come dice lui, con tutte le sue belle vocali chiuse) fuori dalle sue terre, si lamenta sempre che è fatto male.
Posso ricordare, comunque, che era appena stato in Germania* (e che probabilmente del suo caro cibo aveva fatto ampiamente scorta)? Ricordiamolo pure e scuotiamo tutti insieme la testa davanti a cotanto esempio di virile e stoico sangue tedesco.

C’è di buono che ha anche bevuto tanta birra. E che quando beve gli cadono un po' i freni, per cui la sera è riuscito ampiamente a farsi perdonare la pessima scelta di ristorante e gli odiosi crauti.

Edit: *Approposito, ricordate la maglia che mi ha portato dalla Germania? Vi avevo promesso una foto, quindi eccola qua. Non è bellissima?

Nou Nou ha scritto alle 22:29
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lunedì, 01 settembre 2008

résumé

In: ma vie, moi , jackman

Avrei voluto scrivervi molto prima, lo giuro. Il fatto è che l'ultima settimana è stata un vero e proprio delirio.

Cominciamo col dire che a New York dev'essere imploso il contenitore ectoplasmatico dei Ghostbuster perché abbiamo ricevuto nove incarichi in meno di sei giorni, gran parte dei quali veri.
David ha dato di matto quasi tutto il tempo perché si è trattato di infestazioni, spiriti e poltergeist, tutte cose di cui lui non ha la minima percezione. Quindi provate ad immaginare, io che indico una direzione precisa e lui che si aggira nel vuoto cercando di capirci qualcosa. E' sfiancante, ve lo assicuro.

Tra la gente che andava e veniva dall'ufficio, ho dovuto anche dare un'occhiata al programma scolastico del prossimo anno. Lo so che mancano almeno due settimane all'inizio e io nemmeno devo andarci, ma David diventa un vero schiavista quando si tratta di scuola. Dal momento che si è accollato il compito di insegnarmi a casa, si sente enormemente responsabile. Il che si traduce con lui che si aggira per l'ufficio mettendo a posto documenti vecchi di mesi e vuole sapere, riga per riga, tutti gli argomenti che dovremo affrontare secondo i dodici (dodici!) fogli stampati che la preside Dubois, donna adorabile come una Banshee, si è preoccupata di farmi avere qualche giorno fa.

In tutto questo, non sono ancora riuscito ad andare a vedere Manipulation, l'ultimo film con Hugh Jackman e mi chiedo quando mai riuscirò a vederlo al cinema dal momento che non mi va di andarci da solo e le donne della mia vita, disposte a condividere con me un po' di sano fanatismo ormonale, non sono reperibili: Mira è impegnatissima ad organizzare i suoi corsi di Reiki dei prossimi tre mesi; e Shatha è ufficialmente fuori dai giochi per tutto settembre, dal momento che è iniziato il Ramadan. E, ad ogni modo, non sono così tanto sicuro che sarebbe venuta comunque.

Per il momento è tutto qui e ora scappo, David mi sta urlando dalla cucina
(... non è adorabilmente isterico? >.<)

Nou Nou ha scritto alle 20:45
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domenica, 24 agosto 2008

Histoire de ma vie

In: ma vie, david, moi

Dal momento che qualcuno, nei commenti, mi ha chiesto come ho potuto innamorarmi di un uomo tanto più grande di me, ho scritto questo post per spiegarvi brevemente il mio rapporto con David. Partiamo dal fatto che, sempre qualcuno, lo ha definito uno sfigato, solo perché evidentemente soltanto uno sfigato potrebbe ridursi a sbavare dietro ai ragazzini.

Punto primo: sarebbe come dare dello sfigato a qualcuno che dovesse mettersi con, tipo, Alex Pettyfer. Anzi, a dirla bene, io sono anche meglio perché non sono solo carino (più di Pettyfer), ma possiedo anche un cervello. No, perché se pensate che io sia un povero ragazzetto insicuro pronto a darlo via in cambio di un bel vestitino al primo trentenne che passa e poi va a vantarsi con i propri amici di scoparsi un diciassettene, significa che non avete capito proprio niente di me.

Punto secondo: David è BELLISSIMO, indipendentemente dai tredici (non venti >.<) anni in più ma, se vi parlassi dei suoi occhioni azzurri e delle sue fossette, poi mi accusereste di essere soltanto un ragazzino superficiale. Lo so.

Per questo ho deciso raccontarvi questa storia proprio dall'inizio e di spiegarvi tutto il meglio possibile, in modo che la smettiate di farvi delle idee inappropriate sulla mia persona o su quella di David.

Io ho conosciuto David tre anni fa.
In quel periodo era l'unica persona al mondo in grado di farmi stare bene, e non è la solita frase smielosa tanto per dire. In pratica, io sono affetto da una sorta di malattia che, con la pubertà si è improvvisamente acuita. In pratica, tanto per farla breve, a 14 anni stavo così male che non potevo stare in mezzo alla gente. Oddio, detta così sembra che io sia uno schizoide monomaniaco o cose simili, in realtà no. Non si tratta esattamente di un problema psicologico, non nell'accezione comune che si dà a questo termine. E coinvolge anche la sfera fisica. Insomma, credetemi sulla parola: vi assicuro che spiegarvi sarebbe molto complicato.

Ad ogni modo, non solo avevo delle crisi di panico fortissime, ma stavo proprio male: i mal di testa erano lancinanti e ho rischiato davvero di impazzire. E' stata Miranda ad accorgersi per prima di quello che mi stava succedendo e a capire che soltanto David poteva darmi una mano a star meglio. Cosa che in effetti poi è accaduta, e questo per una sorta di sua peculiarità (credo) genetica. Anche qui, le spiegazioni tecniche ve le risparmio.

Insomma, provate ad immaginare un ragazzino dolorante e spaventato che si ritrova accanto all'improvviso una persona che, non solo riesce a tranquillizzarlo, ma lo fa stare proprio bene. E' ovvio che quel ragazzino si affezioni a questa persona, giusto?
Lo so che adesso mi direte che ho confuso la riconoscenza con l'amore. Beh, vi sbagliate. David, in quel periodo, era molto più scostante di adesso e certo non mi trattava come fa ora. Anzi, non mi considerava più dello stretto necessario e solo perchè Mira lo aveva praticamente costretto. Io ancora non lo sapevo ma stava male per una vecchia storia (in realtà non aveva motivo di starci male perché era una roba vecchia di anni ma non divaghiamo). E, in definitiva, non sapeva che farsene di un ragazzino per casa.

Un ragazzino, però, non può non essere incuriosito dal suo eroe. Difatto, cominciai a seguirlo ovunque, osservandone ogni movimento per conoscerlo meglio. Anche perché, e questo è veramente paradossale, vi assicuro che io sono una persona molto empatica: capisco al volo i sentimenti di chiunque. Chiunque tranne lui. E non avete idea di quanto questo sia frustrante!

Ad ogni modo, tornando a noi: è universalmente riconosciuto che più alto è il piedistallo sul quale metti una persona e più grande sarà la tua delusione quando questa tradirà le tue aspettative. Ecco, David non lo ha mai fatto. Io questa delusione, da lui, non l'ho mai avuta.
Più lo conoscevo e più mi accorgevo di quanta gentilezza e di quanto amore mettesse in tutto ciò che faceva. Anche nel curarsi di me. Anche se, palesemente, non mi avrebbe voluto lì in casa sua.

Ha fatto un sacco di cose per me, sempre. Ricordo che andava a dormire sul divano del salotto per lasciare a me il letto; che mi preparava colazione, pranzo e cena ogni santo giorno, qualunque cosa avesse da fare. E' stato lui a farmi da insegnante, in modo che non dovessi andare a scuola, perché sapeva che i luoghi affollati mi mettevano a disagio, nonostante fossi parzialmente guarito. E' stato lui ad insegnarmi il valore della vita in ogni sua forma e a farmi diventare vegetariano.

Lo adoravo già, ma è stato quando ho scoperto la sua fragilità e le sue paure che mi sono innamorato di lui. David non è un codardo, non prova mai paura per se stesso; in un modo che, a parer mio, sfiora anche l'incoscienza. Se c'è una cosa di cui ha paura, però, è di perdere le persone che ama. Ne è terrorizzato, al punto di diventare ansiogeno (anche se io lo trovo tenero >.<). E quando ho scoperto che, nonostante volesse convincermi che di me non gli importasse niente, mi considerava una delle persone di cui preoccuparsi in quella sua maniera così totalizzante, non ho resistito.

Non mi sono mai sentito così importante, non sono mai stato così felice, come quando ho scoperto che David mi voleva bene. E la cosa, a distanza di quattro anni, non mi è ancora passata. Anzi, cresce di giorno in giorno e diventa sempre più forte e sempre più importante.

Ora sapete più o meno tutto.
E se ancora credete che io stia con lui solo per potermi comprare tutto ciò che voglio o che lui stia con me solo per portarmi a letto (cosa che comunque non fa, per inciso), non c'è nient'altro che io possa dirvi. D'altronde, convincervi non m'interessa.
Io in noi ci credo.

Nou Nou ha scritto alle 21:24
commenti (8)